Diritto Industriale | La tutela dell'industrial design tramite il diritto d'autore

Se è notorio che un imprenditore possa tutelare la forma dei propri prodotti attraverso lo strumento del brevetto (in particolare attraverso il meccanismo della registrazione di un modello o disegno), forse non tutti sanno che è possibile tutelare la forma di un prodotto attraverso la normativa sul diritto d'autore.
La differenza fra le due tutele è notevole in quanto il diritto d'autore dura per tutta la vita dell'autore e sino a 70 anni dopo la sua morte (e dunque per un periodo di tempo generalmente molto lungo), mentre un modello o disegno registrato (cioè brevettato) ha un durata di 25 anni.
Ottenere la tutela di un prodotto tramite la normativa sul diritto d'autore non è però cosa facile o comune; in un certo senso possiamo dire che tale tutela è tendenzialmente destinata ad una elite di prodotti.
L'art. 2 della legge sul diritto d'autore (legge 22 aprile 1941 n. 633), nell'elencare le opere che godono della tutela del diritto d'autore, annovera anche "le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico".
Questa aggiunta è, nel nostro ordinamento, molto recente: risale infatti solo al 2001 allorché l'Italia diede esecuzione ad una direttiva comunitaria del 1998 (la Direttiva CE 98/71).
Prima dell'introduzione di questa norma, la giurisprudenza italiana era prevalentemente orientata nel senso di escludere la possibilità di tutelare le opere di design in base al diritto d'autore.
Celebre in questo senso era stata una sentenza della Corte di Cassazione del 1994, la quale aveva negato tutela, in base alla legge sul diritto d'autore, ad una chaise–lounge ideata da un noto architetto svizzero e prodotta da un'altrettanto nota azienda mobiliera brianzola.
La Corte di Cassazione aveva infatti ritenuto, confermando il proprio costante orientamento in materia, che quando l'arte è applicata all'industria, la tutela del diritto d'autore è accordata solo qualora il valore artistico sia scindibile dal carattere industriale del prodotto; laddove non è possibile, le creazioni dell'arte applicata trovano protezione nel quadro delle norme sui brevetti, tutela che, abbiamo sopra visto, ha una durata molto inferiore.
In conclusione, per la Cassazione le opere di design non erano tutelabili in base alla legge sul diritto d'autore (a meno che non si trattasse di beni bidimensionali come un disegno).
L'introduzione della norma summenzionata ha invece aperto la possibilità di invocare una siffatta tutela.
Come abbiamo sopra accennato, se oggi è possibile invocare la tutela del diritto d'autore anche per le opere dell'industrial design, ciò non significa che la strada per ottenere tale tutela sia facile o in discesa.
Infatti,  affinché un’opera di design sia proteggibile in base al diritto d'autore è necessario che l'opera presenti carattere creativo e valore artistico di per sé.
L'opera di design, dunque, per essere protetta col diritto d'autore, non solo deve avere carattere creativo, come tutte le opere d'ingegno tutelabili tramite il diritto d'autore (una canzone, una poesia, ecc…); ma deve anche avere valore artistico.
La richiesta di questo ulteriore requisito, dai contorni piuttosto incerti, conferma la ritrosia del nostro legislatore nel tutelare il design tramite il diritto d'autore; infatti l'ulteriore requisito del valore artistico è richiesto solo per le opere di design e non per tutte le altre opere (dell'arte, della musica, della cinematografia, ecc…) che pure sono ricomprese nell'elenco delle opere tutelabili con la legge sul diritto d'autore.
Proprio perché questa norma è stata introdotta solo recentemente, ad oggi non solo molti i precedenti giurisprudenziali che si sono occupati di opere di design e legge sul diritto d'autore, per cui i concetti di carattere creativo e valore artistico non sono univoci ed i Tribunali sono, per così dire, impegnati ad elaborare cosa debba intendersi con tali concetti.
Qui pare opportuno richiamare due recenti pronunce del Tribunale di Milano (uno dei più importanti, se non il più importante, Tribunale italiano in materia di proprietà intellettuale ed industriale) che hanno avuto vasta eco sulla stampa italiana.
Il caso più recente è quello della lampada "Arco" di Achille Castiglioni che il Tribunale di Milano ha ritenuto proteggibile in base alla legge sul diritto d'autore.
Il Tribunale di Milano (ordinanza del 10.2.2007) ha ritenuto che tale lampada apparisse quale manifestazione di una specifica ricerca ed intuizione espressiva, autonomamente giustificata rispetto all'impiego pratico ed in grado di esercitare una particolare presa sul piano percettivo. Il Tribunale ha inoltre ritenuto che la lampada “Arco”, anche in virtù del suo inserimento in una corrente artistica e della sua presenza in musei di arte contemporanea, possedesse il necessario "valore artistico" per essere proteggibile ai sensi della disciplina sul diritto d'autore,
Interessante è un'altra pronuncia del Tribunale di Milano (ordinanza 28.11.2006) relativa alla famosa sedie "Panton Chair" di Verner Panton.
Il Tribunale ha ritenuto che tale sedia avesse assunto nel tempo un proprio valore di raffigurazione estetica di concezioni artistiche più generali, di fatto ormai trascendenti la semplice natura di oggetto d'arredamento cui la sua funzione originaria la relegava, in quanto anticipatrice dei temi e delle modalità espressive della pop art e capace di riassumere in sé le tendenze di rottura degli anni 60 in uno stile fortemente individuale del suo autore (nell'ordinanza in commento il Tribunale ha ritenuto che il fatto che molti importanti musei di arte contemporanea comprendano tale opera del design nelle loro collezioni fosse indice dell'esistenza del valore artistico).
E' ovvio  che un interpretazione estensiva o restrittiva dei concetti di carattere creativo e di valore artistico aumenterà o ridurrà il numero delle opere che si riteranno tutelabili in base alla legge sul diritto d’autore.
Come abbiamo sopra accennato, i diritti di utilizzazione economica dei disegni e modelli tutelati in base alla legge sul diritto d'autore durano tutta la vita dell'autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte o dopo la morte dell'ultimo dei coautori.
Le opere di design possono essere registrate presso un Pubblico Registro indicando il nome dell'autore, il prodotto, la data di pubblicazione dell'opere.
Tale registrazione non è obbligatoria e non ha valore costitutivo, essa ha solo funzione di pubblicità notizia.
Ciò significa che per ottenere la tutela sul diritto d'autore non è necessario che l'opera sia registrata in questo pubblico registro.
La registrazione ha comunque degli effetti positivi in quanto essa fa fede, sino a prova contraria, della esistenza dell'opera e dell’avvenuta pubblicazione. Inoltre, gli autori e i produttori indicati nel registro sono reputati, sino a prova contraria, autori e produttori delle opere che sono loro attribuite.
E' infine da segnalare una cosa importantissima.
Il diritto d'autore rientra nella catagoria dei c.d. diritti personalissimi; è cioè un diritto che spetta ad una persona fisica (l'autore dell'opera).
Ciò significa che il diritto d'autore spetterà alla persona che ha ideato l'opera (e quindi l'architetto o il designer) e non già all'azienda produttrice del prodotto di design..
Pertanto, se l'azienda vorrà far beneficiare i propri prodotti della legge sul diritto d'autore, sarà necessario che abbia acquisito i relativi diritti dall'autore dell'opera.
E' dunque opportuno che nei contratti stipulati con i progettisti sia espressamente indicato che lo stesso cede all'azienda ogni diritto di sfruttamento dell'opera ivi compresi quelli nascenti dalla normativa sul diritto d'autore.
Da segnalare, infine, che l'art. 239 del codice della proprietà industriale ha  previsto un regime transitorio.
Tale articolo stabilisce infatti che la protezione accordata ai disegni e modelli industriali in base alla legge sul diritto d'autore, non opera in relazione ai prodotti realizzati in conformità ai disegni e modelli che, anteriormente al 19.4.2001, erano o erano divenuti di pubblico dominio.
Si tratta di una norma che limita notevolmente la portata innovativa della tutela sul diritto d'autore e che tende a proteggere il legittimo affidamento degli imprenditori in ordine alla libera utilizzabilità di opere cadute in pubblico dominio.