Diritto Contrattuale | Cenni sul contratto di compravendita

La compravendita è il contratto attraverso il quale la proprietà di una cosa si trasferisce da un soggetto ad un altro dietro corrispettivo di un prezzo. La compravendita è un contratto consensuale che si perfeziona con l'accordo delle parti ovverosia quando colui che ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte. Solitamente la compravendita ha effetti reali; ciò significa che la proprietà del bene si trasferisce al compratore nel momento della conclusione del contratto. La proprietà dunque, non si trasferisce nel momento in cui il bene viene consegnato, ma nel momento in cui viene in essere l'accordo delle parti ed a seguito di ciò, in capo al venditore, sorge l'obbligo di consegnare il bene all'acquirente (la cui proprietà si è però già trasferita). Analogo discorso può farsi con riferimento al prezzo: non è certamente col pagamento del prezzo che l'acquirente diventa proprietario del bene; anzi è opportuno rammentare che il più del volte, soprattutto nei rapporti fra imprenditori, il pagamento del prezzo è differito rispetto al momento della conclusione del contratto e della consegna della merce. Vi sono però dei casi in cui la vendita non ha effetti reali, ma solo effetti obbligatori.

Può cioè accadere che la proprietà non si trasferisca al compratore nel momento della conclusione del contratto, ma in un momento successivo alla stipula del contratto e cioè al verificarsi di determinati atti o fatti giuridici; quando tale atto o fatto giuridico si verificherà, avverrà il trasferimento di proprietà del bene e ciò senza che sia necessaria un'ulteriore manifestazione di volontà dei contraenti (l'effetto reale è dunque automatico). I classici casi di vendita con effetti obbligatori sono i seguenti: - a) vendita di cose generiche: si ha quando il bene è indicato solo attraverso il riferimento a determinate caratteristiche (ad esempio, un quintale di riso). In questo caso la proprietà si trasferisce nel momento in cui dal genere si sceglie un bene o una quantità determinata (ad esempio quando da un silos si toglie il quintale di grano acquistato); tale procedimento si chiama individuazione (o specificazione). L'individuazione deve essere fatta d'accordo tra le parti e nei modi da esse stabiliti. - b) vendita di cosa futura: in questo caso viene venduta una cosa che nel momento della conclusione del contratto non esiste e l'acquisto della proprietà avverrà non appena la cosa verrà ad esistenza. Un classico esempio di vendita di cosa futura è la vendita dei frutti di un albero o di una piantagione; in tal caso la proprietà dei frutti si acquista nel momento in cui i frutti vengono separati.

Se la cosa non viene ad esistenza, il contratto è nullo e quindi non produce nessun effetto, a meno che le parti non abbiano stabilito che il compratore deve ugualmente pagare il prezzo (in questo caso il contratto sarà aleatorio). - c) vendita di cosa altrui: si ha qualora venga venduto un bene di proprietà di un terzo e non del venditore; in questo caso il venditore è obbligato a far acquistare all'acquirente la proprietà della cosa. Ciò può avvenire attraverso un passaggio diretto dal terzo proprietario all'acquirente o attraverso un doppio passaggio: il venditore acquista il bene promesso in vendita il quale, automaticamente, diverrà di proprietà del compratore. Se al momento della conclusione del contratto il compratore ignorava che la cosa vendutagli non era di proprietà del venditore, potrà chiedere la risoluzione del contratto a meno che, nel frattempo, il venditore non gli abbia fatto acquistare la proprietà. - d) vendita con riserva di proprietà: in questo caso le parti stabiliscono espressamente che il compratore acquisterà la proprietà del bene solo col pagamento dell'ultima rata di prezzo. Ovviamente il bene sarà già stato consegnato al compratore che quindi ne avrà la detenzione; i rischi della cosa gravano, pertanto, sull'acquirente fin dal momento della consegna: se la cosa perisce o si danneggia dopo la consegna, il compratore ne subirà il danno e sarà comunque obbligato al pagamento del prezzo. Nel caso di vendita con riserva di proprietà, il compratore non può rivendere a terzi il bene perché non è ancora suo; i creditori del compratore non possono pignorare la cosa veduta con riserva di proprietà, ma in tal caso la riserva deve risultare da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento, Il codice civile stabilisce poi che se la vendita ha per oggetto macchine e il prezzo è superiore a lire trentamila (importo non aggiornato e quindi tutt'oggi in vigore), la riserva della proprietà è opponibile anche al terzo acquirente purché il patto di riservato dominio sia trascritto in apposito registro tenuto dalla cancelleria del Tribunale.

Infine, un ultimo accenno merita la vendita con esclusiva per la sua frequenza nelle compravendite commerciali. In questo caso alla vendita viene apposta una clausola di esclusiva che può essere messa o a carico del compratore, o del venditore o di entrambi. Se la clausola è apposta a carico del compratore, questi si impegna ad acquistare quella data merce solo dal venditore; se è apposta a carico del venditore, questi non può vendere la merce a soggetti diversi dal compratore; se la clausola è apposta a carico di entrambi, sia compratore che venditore sono reciprocamente impegnati alle obbligazioni di cui sopra. In questo numero abbiano dato dei cenni sui vari "tipi" di compravendita; nel prossimo numero illustreremo meglio le caratteristiche del contratto di compravendita e quali sono gli obblighi del venditore e del compratore.