Diritto Industriale | Come difendersi dalla contraffazione: alcuni semplici suggerimenti per una (auto)difesa

Nello scorso numero abbiamo visto come ogni uso dell'invenzione brevettata non autorizzato dal titolare del brevetto costituisca contraffazione. Si ha dunque contraffazione ogniqualvolta un soggetto produce e mette in circolazione un "oggetto" (ad es. un macchinario, un divano, un farmaco, un giocattolo, ecc…) identico o simile a quello brevettato. La legge mette a disposizione del titolare del brevetto tutta una serie di "strumenti giudiziari" volti a contrastare e bloccare l'opera di contraffazione. Ma siccome è meglio prevenire che curare…, in questo numero forniremo alcuni suggerimenti che possono aiutare il titolare del brevetto nella lotta contro la contraffazione mentre nel prossimo articolo analizzeremo quali siano tali strumenti giudiziari.

1) Innanzi tutto è importante che il titolare del brevetto diffonda la notizia che un proprio prodotto è brevettato o che è oggetto di domanda di brevetto specificando questo nei propri cataloghi o, addirittura, sul prodotto stesso. Non si deve infatti dimenticare che il nostro ordinamento prevede che alcune misure cautelari quali il sequestro o l'inibitoria (di cui parleremo nel prossimo numero) possono essere concesse anche in corso di brevettazione o di registrazione e dunque a coloro che hanno solo presentato una domanda di brevetto.

2) In secondo luogo, è bene che il titolare del brevetto tenga continuamente monitorato il mercato per verificare se iniziano a circolare copie del proprio brevetto (o di ciò che è oggetto di semplice domanda). Per fare ciò è bene che il titolare del brevetto diffonda nel proprio personale e nei propri agenti l'idea che il brevetto è un vero e proprio patrimonio per l'azienda per la quale lavorano, un patrimonio da valorizzare e tutelare al massimo. Tutti i collaboratori dovranno pertanto essere attenti a verificare se nel mercato compaiono delle copie e comunicare subito tale fatto al titolare del brevetto; massima attenzione dovrà essere posta alle fiere del settore, ivi comprese quelle alle quali il titolare del brevetto non partecipa perché spesso è proprio qui ove iniziano a circolare le prime copie. Sarà inoltre opportuno tenere sotto controllo i prodotti e i cataloghi dei concorrenti, magari chiedendo informazioni ai propri clienti abituali. Nei contratti d'agenzia si potrebbe inserire specificamente l'obbligo per l'agente (obbligo che sarebbe più morale che giuridico) di "monitorare il mercato": trattasi di clausola importantissima soprattutto laddove si opera all'estero o comunque in luoghi lontani dal controllo del titolare del brevetto.

3) Una volta che si è appreso che un dato concorrente sta commercializzando delle copie oppure se ne ha anche solo il sospetto, è bene recuperare il maggior numero d'informazioni e di prove su tale attività.

In particolare è importante avere delle fotografie dei prodotti contraffatti o cataloghi raffiguranti gli stessi; meglio ancora è acquistare –se possibile- una delle copie. In generale ogni documento (fotografie, listini prezzi, cataloghi, biglietti da visita, appunti manoscritti del concorrente, ecc…) potrebbe essere utile. E' poi importante acquisire il maggior numero d'informazioni. nell'immediatezza del fatto. Ad esempio se si apprende che ad una data fiera un concorrente ha esposto una copia, il titolare del brevetto potrebbe mandare presso lo stand di questi una o due persone che si fingano ad esempio interessate all'acquisto proprio con la finalità suddetta. In particolare è importante capire le dimensioni del fenomeno e quindi stabilire, ad esempio, il momento iniziale dell'opera di contraffazione, la quantità di copie vendute, le capacità di produzione del contraffattore, il suo giro d'affari e di clientela, ecc… Spesso, a seguito di tali accertamenti, si scopre addirittura che il contraffattore sapeva benissimo che il proprio prodotto è una copia di uno brevettato e spesso ciò diventa motivo di vanto e, senza alcun problema, il contraffattore non esita a fare il nominativo dell'azienda copiata. Sono ovviamente informazioni preziosissime e chiunque può comprendere l'effetto che esse potrebbero avere in un Tribunale. Inoltre, rendersi conto dell'entità del fenomeno contraffattorio (e quindi stabilire se si è di fronte di un "pesce piccolo" o di un "grosso", è importante per decidere come agire.

Ad esempio, se il fenomeno è ridotto potrebbe essere sufficiente una diffida inviata dal titolare del brevetto o dal suo legale, mentre in casi più eclatanti potrebbe essere necessaria un'azione cautelare se non una vera e propria denuncia penale. Ovviamente le strategie difensive possono essere diverse e sarà il titolare del brevetto, consigliato dal proprio legale, a scegliere quella migliore e più adatta al caso concreto. Si segnale ancora che alcune fiere hanno un servizio di tutela della proprietà industriale al quale è possibile rivolgersi nel corso di qualsiasi manifestazione fieristica per segnalare l'eventuale commercializzazione di copie contraffatte. 4) E' inoltre indispensabile agire subito e con tempestività nei confronti del contraffattore. In particolare, non appena si ha notizia del commercio di copie sul mercato, è necessario agire immediatamente perché, se si attende, si può realizzare una sorta di "volgarizzazione" del prodotto e soprattutto poi il fenomeno potrebbe assumere dimensioni tali da non essere più arginabile.

A nostro parere il titolare del brevetto non deve mai lasciar correre. Infatti, questi non deve mai dimenticarsi che il brevetto è un vero e proprio bene, spesso di valore non indifferente, e come un qualsiasi bene deve essere tutelato quando viene aggredito. A volte è sufficiente una semplice lettera scritta dal titolare del brevetto o dal suo avvocato per bloccare l'attività contraffattoria di un concorrente e comunque per lanciare nel mercato e a propri concorrenti un messaggio ben chiaro: "col mio brevetto non si scherza". Qualora poi questi strumenti non dovessero essere sufficienti per eliminare il problema delle contraffazione, si dovrà ricorrere all'autorità giudiziaria ed utilizzare quegli strumenti giudiziari (civili e penali, ordinari e cautelari) previsti dal nostro ordinamento a difesa del brevetto e di cui parleremo nel prossimo numero .